RESPIRAZIONE – PRANAYAMA

PROGRAMMA 16 SETT. FINE 2013   BOZZA

SETTIMANA 04 dal 23 al 26/09 PRANAYAMA RESPIRAZIONE Presa di coscienza del proprio modo di respirare per migliorare le prestazioni, l’efficienza e prevenire apnee ed affezioni flogistiche (dovute al freddo o virus come mal di gola, costipazione e bronchiti). Sottolineare i punti che producono dubbi o commenti o critiche

Gli esercizi di respirazione particolari servono a migliorare la comprensione della funzione.

Raccomando di prendere una matita e segnare i punti sui quali chiedere chiarimenti o fare critiche.

La settimana scorsa ci siamo occupati del primo cambiamento, del primo atto compiuto da un essere vivente che esce da un uovo o da un utero, il movimento, il secondo atto consiste nel prendere una respiro perché tutti i viventi sono tenuti in vita da una combustione fredda, senza fiamma ma con enzimi specifici, di zuccheri (proveniente da molti tipi di cibo che si trasformano in ATP nei di tutte le cellule) mediante l’ossigeno trasportato dalla emoglobina.

Questa combustione a bassa temperatura grazie ad enzimi specifici e quindi senza fiamma è un fenomeno estremamente complesso che è soggetto ad una serie di fattori come postura buona o inadatta, attività fisica o o sessuale o mentale ( relax, concentrazione, meditazione o samadhi o estasi o trans), stress, depressione od agitazione (rabbia, pericolo, stati di panico,) ed anche all’età;  stimoli esterni: caldo freddo, umidità,  vento, pressione atmosferica, altitudine, accelerazione (caduta o vuoto, vertigini, nausea, mal di mare), spazi ristretti (claustrofobia, anche immersione in acqua o sabbie mobili) o al contrario troppo aperti (agorafobia, deserto,  savana, precipizi), buio, luce, colori, presenza di altre persone (troppe samadhi e scarse), con atteggiamento fidelizzante (attrattivo) o repulsivo, aggressivo, terrorizzante.

Il sistema respiratorio è costituito, nei mammiferi dai <<polmoni che sono un organo pari cioè costituito da due grossi complessi di bolle (gli alveoliVVV) rivestiti da due membrane: le pleure, stretti e schiacciati tra altri organi (cuore, costole, spina dorsale, diaframma, fegato, milza e stomaco) collegati da un sistema di condotti ramificati ad albero, che trasferiscono alle bolle la pressione atmosferica .che le tiene espanse, altrimenti collasserebbero in una masserella spugnosa molle, molte volte più piccola.

La funzione respiratorie ha fasi opposte, inspiratoria ed espiratoria controllata prevalentemente da due nervi frenici e due nervi vaghi (dal nome significativo) e spinali. Per la funzione contrapposta di muscoli diversi non facilmente percepibili e controllabili, perché pensiamo di respirare spontaneamente, senza dimenticare il muscolo piatto che si chiama diaframma e che funziona solo nella fase inspiratoria, mentre la fase espiratoria può essere prodotta dalla pressione dell’aria sulla pancia che è rilevante: (1kg/ cm2x20x20=400Kg) al minimo.

Infatti molto spesso si segnalano persone che respirano in modo inadeguato, non controllano il diaframma o addirittura, per le condizioni suddette, qualcuno è soggetto ad apnee (occasionali, notturne o ripetute) che possono produrre effetti anche gravi per il deficit di ossigeno ai muscoli, alle articolazioni, alle coronarie e specialmente  al cervello.

Queste, secondo alcuni psichiatri della rivista.”.Mente e cervello”, possono portare al suicidio od alla depressione.

Bisogna distinguere la respirazione a riposo cosciente, sonno, lettura, colloquio tranquillo od attività leggera che può produrre una circolazione di: 0,5-0,8 litri, gestita normalmente spontaneamente dal diaframma ed invece la respirazione durante l’attività fisica impegnativa e sessuale (od anche cantare ed urlare).. per una persona normale il volume di questa ultima, è di circa 3-3,5 litri gestita dal movimento delle costole  involontaria, ma gestibile anche volontariamente e congiunta eventualmente alla contrazione del diaframma.

Un terzo volume d’aria, cosiddetto di riserva, di circa 0,5 litri è abbastanza immobile,  quasi non soggetta normalmente a circolazione e che viene attivata da uno sbadiglio, sternuto e tosse oppure da pratica specifica proposta da Henry Heimlich all’Università di Cornell (New York, nel 1941) o detta di  MdD costituita da una compressione rapida dell’addome per far espellere corpi estranei

http://it.wikipedia.org/wiki/Sbadiglio   Le esatte cause che provocano uno sbadiglio non sono state completamente chiarite. Alcuni studiosi sostengono che sbadigliare non può essere causato da una mancanza di ossigeno, come ipotizzato da altri, semplicemente perché l’atto dello sbadiglio in sé riduce sensibilmente la quantità di ossigeno immessa nei polmoni tramite il normale processo respiratorio.

Lo sbadiglio negli umani è contagioso; questo significa che, in generale, è più probabile che una persona sbadigli dopo aver percepito (con la vista, l’udito, o entrambi i sensi) lo sbadiglio emesso da un’altra persona. La frequenza di contagio varia durante il giorno, con un picco a mattina presto e in tarda serata. Un recente studio condotto da Ivan Norscia ed Elisabetta Palagi (Università di Pisa) ha fornito la prima evidenza comportamentale che il contagio dello sbadiglio è associato al legame empatico tra le persone.. Lo studio ha dimostrato che il contagio segue lo stesso gradiente dell’empatia: è massimo nei parenti stretti (genitori/figli/nipoti, fratelli, coppie stabili), decresce negli amici, poi nei conoscenti (persone legate solo da un terzo elemento esterno, cioè il lavoro o un amico in comune) e raggiunge il minimo negli sconosciuti. Lo studio rivela che anche la risposta allo sbadiglio (misurata in termini di tempo di latenza) è più rapida tra parenti stretti, amanti e amici. Vari studi di tipo clinico, psicologico e neurobiologico suggeriscono e supportano il legame tra contagio dello sbadiglio e empatia. Ad esempio, il contagio inizia a manifestarsi a 4-5 anni di età, quando i bambini sviluppano la capacità di identificare, in modo corretto, le emozioni altrui Inoltre, il contagio è ridotto o assente in soggetti che presentano disturbi legati all’empatia, come gli autistici ed è positivamente legato ai punteggi soggettivi di empatia basati su test di tipo psicologico. Infine, le aree del cervello legate alla sfera emotiva si sovrappongono, in parte, con quelle coinvolte nella risposta allo sbadiglio, con un possibile coinvolgimento dei neuroni specchio

Al di là dell’uomo, il contagio dello sbadiglio, con possibili implicazioni empatiche, è stato finora dimostrato negli scimpanzé e nei babbuini gelada. La presenza di contagio tra uomo e cane domestico, considerato capace di un legame empatico con gli umani, è stata ipotizzata, ma i risultati sono controversi.

Ha un certo fondamento la valutazione che noi emettiamo oltre che anidride carbonica anche gas nocivi come scarto delle nostre funzioni cellulari e che quando l’ambiente chiuso, in cui sostiamo, è frequentato da molte persone l’aria ambiente arriva ad un valore limite di malessere che scatena una reazione spontanea e molto utile di sbadiglio per produrre un ricambio d’aria nelle zone apicali, alte e basse, dei polmoni ed a volte di perdita di coscienza..

Nei vari testi di Yoga, si propongono molti tipi di respirazione (qualcuno dice 20.000 e più e ne inventa di nuove, ma quelle che servono veramente sono si e no una decina perché lo scopo è aumentare il controllo dei muscoli e sistema nervoso e mentale relativi) e molti allievi si pongono la domanda: ma allora come bisogna respirare. Se noi stiamo bene, non dobbiamo preoccuparci , perché il nostro corpo sa come fare, ma se non stiamo bene, immediatamente il corpo generalmente ce lo segnala, con qualche sofferenza fisica o di altro tipo, posturale o respiratoria. In testa all’articolo è stato detto come è la respirazione naturale e ricordarlo bene serve a domandarsi se veramente stiamo bene, ma per fare questo bisogna imparare a percepire  dentro di se le più sottili emozioni senza idee preconcette come: “io non ce la faccio” io vado bene così” “gli altri dicono che…” si deve fare così“  “devo farcela lo stesso” ecc.

OSSERVARE  sperimentare e guardare gli altri.

Alcune pratiche proposte:

1-Sdraiarsi con un cuscino sotto le ginocchia e non sotto la testa, palme delle mani in alto, un profondo respiro contraendo tutta la muscolatura e poi espirare. Dopo qualche secondo ascoltare la respirazione che si sta rallentando e verificare, con una mano sulla pancia e una sul petto che la respirazione e solo di pancia ovvero diaframmatica. Ripetere l’autoascolto in posizione seduta comoda, non rigida e con la schiena non appoggia.

Salvo eccezioni, che verranno dette, respirare con la bocca chiusa perché il naso è il nostro scambiatore di calore e di umidità e non deve essere interdetto nella sua funzione.

2 ripetere l’autoascolto con le mani per dieci volte espandendo la pancia la pancia e rilasciando lentamente, senza trattenere sdraiati e poi seduti.

3. ripetere in piedi

4. ripetere tutto espandendo solo il torace senza sollevare troppo le spalle

5. ripetere tutto appoggiati contro una parete spianando bene la schiena e piegando un po’ le ginocchia.

6.Ripetere tutto facendo delle respirazioni lente della durata di 6 secondi con un secondo di intervallo sia in inspirazione che i espirazione. Attenzione che durante i sei secondi l’inspirazione deve essere uniforme e l’aria non deve spostata solo nei primi 2 secondi. Questo può essere agevolmente compreso concentrandoci sulle narici ed ascoltando la temperatura e la piacevolezza del flusso che scorre. Questa pratica può portare a livelli notevoli di benessere.

7 in qualsiasi posizione si può sperimentare la respirazione a dente di sega od a tratti sempre più piccoli, lenta o veloce molto simile a respirazioni a “cagnolino” che può essere con progressiva espansione del torace o con avanti indietro. Questa e tutte le altre respirazioni possono essere intuitive, ma un maestro può migliorare la comprensione, la correttezza e l’efficacia della pratica.

8.respirazione quadrata ovvero in quattro fasi: Si gonfia solo la pancia, poi il torace, poi si espira l’aria toracica e poi quella diaframmatica. Migliora molto la padronanza del respiro.

9.Respirazione forzata amplissima anche con movimento delle braccia in rotazione e flessioni. Va fatta solo da persone in condizioni di ottima salute e stabilità emotiva e di equilibrio posturale. Cicli di 3 sequenze veloci e lente per 2 o tre giorni possono dare una carica emotiva e fisica non facilmente immaginabili. Meglio delle droghe.

10.Apnea. Normalmente una persona a cui manca questa pratica, resiste a trattenere il fiato non più di 10 secondi, ma può giungere dopo qualche esercizio a trattenere il fiato per un minuto. Lo scopo è migliorare  la sicurezza di se e avere maggiore attenzione ad evitare le apnee involontarie che diventano frequenti e pericolose in età avanzata o in caso di malattia e depressione.

Molti altri tipi di respirazioni dette antiflogistiche, come posizione del leone, alternate, con percussioni sul costato o lente soffiate sono esposte nel sito: http://yogaapaia.it/?p=1106

Propongo caldamente di loggarsi sul sito e fare osservazioni per entrare in contatto spesso e fare domande ed osservazioni anche su altre parti del sito.

Ricorda: soffia sul fuoco interiore

Italo Magos 2013-09-23 Calusco

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