Senza titolo

TITOLO:   SENZA titolo      (bozza)

********Se cliccate sul titolo,  si apre in fondo al testo uno spazio per pubblicare delle osservazioni, suggerimenti od altro, relative al  tema trattato nel testo.

(La questione più complessa,………………. perché viviamo?).                                                                

 

1.  PERCHE’ SENZA TITOLO   (l’INCONOSCIBILE)

 

Perché la situazione è così complessa e varia che oggi non abbiamo parole adatte ad esprimere in modo completo e soddisfacente ai concetti rappresentati da queste parole: Dio, la creazione, la vita, la reincarnazione, la morte, la spiritualità, l’intelligenza, la mente.

Nemmeno la mente è definibile e separabile dal cervello, dal corpo e forse da qualcos’altro.

La Bibbia vieta di pronunciare, pena la morte, il nome di Dio, il Corano vieta di rappresentare la sua immagine e tutte le altre religioni politeiste trovano le più varie definizioni ed immagini di Dio con la conseguenza  che la Babele dimostra la non possibile convergenza, sincretismo e validità di queste espressioni. Quando diverse persone sono di fronte ad un  oggetto e ne danno definizioni diverse o sono cieche o imbrogliano; salvo forse una. Tutti dicono di essere nel giusto e di avere la verità. L’abbiamo visto in tutte le riunioni ecumeniche. Si sono visti  più volte in TV esponenti delle più disparate religioni monoteiste , affermare: “Cerchiamo di trovare un accordo, ma l’unica interpretazione giusta è la nostra il nostro è il vero Dio” . Le opinioni diverse sono rispettabili, ma le affermazioni categoriche sono inadeguate, inutili e pericolose.

[1.IN SINTESI: L’ESISTENTE è percepito come un enigma perché non si può avere certezze sull’origine e l’inizio di tutto, dell’universo e della vita, della fine della vita e della mente ecc ] 

 

 

2.  LA CONDIZIONE

 

Sono millenni che alcuni uomini, intesi come genere umano, e quindi uomini e donne, anzi prima le donne che uomini (molti antropologi ritengono che una volta c’era il matriarcato ed in alcune zone e tribù isolate ci sono ancora), cercano di capire cos’è la vita, perché inizia, perché finisce, cosa la influenza, perché si soffre, si ama, si odia, si corre o al contrario non si ha voglia di fare.

Abbiamo, in tutto il mondo  traccia di questa ricerca ed aspirazione: dai graffiti, dai miti, dalle leggende e dalle filosofie e dalle religioni. Anche qui vicino in Valtellina, in val Camonica (ma recentemente sono stati scoperti anche nella Terra del Fuoco ed in Australia) si possono ammirare  dei graffiti incisi sulle rocce parecchi millenni or sono.

Sono il segno che:

 

IN TUTTI I TEMPI

IN TUTTI I LUOGHI

IN TUTTE LE CULTURE

QUALCUNO HA CAPITO, ED ALTRI, ANZI MOLTI, NON HANNO CAPITO COS’E’ LA VITA,

 

Nei graffiti ci sono rappresentati sinteticamente con una figurina filiforme vari personaggi: alcuni con la spirale intorno alla testa o con un cerchio e con le gambe lunghe (gli sciamani spesso usano dei trampoli simbolicamente per indicare che vanno lontano o che hanno viaggiato), forse girano, sono gli sciamani?,  i realizzati?, mentre gli ometti con le gambe flesse sono rappresentati in migliaia di esemplari.

 

I PRIMI sono  centrati, hanno una visione dell’esistenza e della propria posizione, Non dico che quelli che hanno capito qualcosa siano meno afflitti da problemi,  sofferenza, malattie ed emarginazione, anzi spesso quelli che hanno superato il peggio, hanno una carica dentro che ha permesso loro di superare e di andare avanti con delle certezze e con il senso di ESSRE.

I SECONDI si rappresentano in varie situazioni: di caccia, di guerra, di lavoro, di coppia, di danza, ma non emergente e senza un’aureola forse intendendo una posizione meno elevata o addirittura una categoria non emergente: i sudditi, il popolo .

 

Chi ha una superiorità, una carica un potere è fortunato o sfortunato? Sta bene o male?

La maggioranza preferisce tirare a campare, non farsi problemi esistenziali e godersi la vita come viene e credere in qualche mito o credo che dia tranquillità e speranza.

Secondo me questa spesso non è una scelta che si fa o che si può fare. Succede.

Nel mio caso, da piccolo mi era stato detto (da un medico famoso che scriveva sulla Domenica del Corriere: il Dott. AMAL) che non sarei campato oltre i 30-35 anni, per cui quando alle scuole elementari una suora ci chiese se preferivamo vivere un giorno da leoni o cento da pecora, alzai subito la mano GRIDANDO: “DA LEONE” con la disapprovazione e la risata generale. Nella mia biografia si troverà l’elenco delle mie vicissitudini e la ragione della conclusione finale.

Siamo quello che siamo per un’eredità genetica, (insetti e rettili). Le azioni non sono frutto della memoria genetica (l’intuito), ma con la trasformazione in uccelli e mammiferi si è sviluppato l’apprendimento dai genitori e con gli animali più evoluti (negli ultimi milioni di anni: formazioni di branchi, mandrie, stormi, tribù, comunità) è diventato determinante l’APPRENDIMENTO. Questo è dovuto alla formazione della corteccia cerebrale ed allo sviluppo dei neuroni specchio che intervengono acquisendo informazione attraverso i sensi.

[2.IN SINTESI: l’ambiente, l’apprendimento, la storia. In tutti tempi…..alcuni forse hanno elaborato una conoscenza, hanno vissuto sereni e hanno lasciato dei messaggi.]

 

3.  MA CHE COSA C’È DA CAPIRE?

 

MOLTO.  Sappiamo di migliaia di religioni, sette, filosofie, teorie, profeti, messia, veggenti,  satanisti, esorcisti, santoni, divinità e santi che rappresentano ed esprimo idee……… le più varie, disparate e contrapposte. Si è detto di tutto ed il contrario di tutto.

Che uno sia felice, o disperato, a volte  si domanda il perché tutto quanto ha intorno e meglio ancora si domanda: CHI SONO IO. Solo l’abulico, l’indifferente, non si PONE dei perché. Forse perché lui la risposta l’ha trovata? O perché non se la sa porre?

E lui è felice? Sta bene? Molto spesso crolla prima o poi nella depressione o nella follia o resta un nulla, qualcuno dice: “Humus”. Il regista Mario Monicelli ha detto molto duramente in TV sulla rai 3 il 4/08/2009: “Solo le merde muoiono” e chiariva nell’intervista che lui non ha paura di morire perché resta nelle cose che ha fatto e detto. 

CHI non sa qual è il proprio centro, dove può o deve andare o cosa può o deve fare non percepisce continuità nel prossimo.

E COMUNQUE REALIZZA MOLTO POCO.

Sicuramente quasi tutti sentono una spinta o pulsione interiore a cercare di esprimere, di capire, di creare una divinità od un ente superiore che dia una struttura ed una guida per operare più efficacemente e con più vantaggio nella vita e nei rapporti con gli altri, il PROSSIMO.

Quando questa spinta si esprime al massimo?

Quando c’è questo bisogno di farsi guidare, di farsi portare per manina da qualcuno. Generalmente durante la pubertà.

A volte questo bisogno  dura tutta la vita.

Perché non si verifica prima?

Perché il bambino, qualsiasi cucciolo, giustamente, geneticamente ha una percezione di se totale, dove si aspetta di ricevere dagli altri: cibo, aiuto, coccole e guida.

Di ricevere  dai genitori e da chiunque altro, spesso non importa chi.

Le azioni di dare: elementari, fisiologiche, genetiche come dare la cacca, sorrisi e vicinanza incominciano naturalmente prima.

Poi incominciano le interazioni forti, dove il prepubere deve essere protagonista e non solo prendere cibo ed assistenza, ma dare dimostrazione di atteggiamenti sempre più adulti ed autonomi copiando comportamenti efficaci dai genitori e dall’ambiente. E se non li vede intorno?

Guaio.

Annaspa e si inventa qualcosa, qualsiasi cosa, basta che sia qualcosa per avere qualcosa a cui attaccarsi.

E meno è consistente ciò che trova intorno come esempio da introdurre nei neuroni specchio tramite i sensi esterni, tanto più è forte e ossessivo e compulsivo il comportamento: fanatico, fideista, integralista, irriducibile.

C’è da capire cosa è nei fatti la cosa, o le cose da capire e che dovremo cercare sempre più in campi più vasti perché man mano si salgono nuove vette, l’orizzonte si allarga e non arriveremo a conoscere mai tutto, ma avremo sempre più elementi per essere più affidabili nelle scelte e con meno errori o danni.

Così è incominciato questo capitolo, ma sarebbe gratuito cercare una risposta ora, prima bisogna darsi degli strumenti o dei metodi per proseguire. Quando vediamo un cartello che ci da la direzione per ROMA, noi crediamo che sia vero e svoltiamo, ma forse ci fanno fare una strada che risponde alla necessità di fare una deviazione da qualche città che non ci vogliono far attraversare: non è la strada più diretta o che avremmo voluto fare.

[3.IN SINTESI: Capire come si arriva alla conoscenza, alla percezione, alla realizzazione di SE, anche se non si arriverà mai alla conoscenza totale. ]

 

4. STRUMENTI E METODI 

Nei millenni trascorsi si è usata l’intuizione, la fede, la grazia, la religiosità, la spiritualità, la fantasia, l’illusione, l’illuminazione, la speranza, la veggenza, la logica e quindi la filosofia, la ragione, la progettualità, il pragmatismo, la osservazione della natura, il distacco delle problematiche (per non soffrirne), la meditazione, la creatività, il samadhi, gli stati di trance, le droghe. Il risultato è quello che abbiamo a livello globale.

Però quasi tutti sono convinti che  qualcuno o qualcosa c’è a meno che credano di essere gli unici giusti e quindi di essere dio.

Calogero Falcone, proprietario della Libreria Ecumenica di S. Babila Milano negli anni 80 regalava un libretto anonimo “Tu sei DIO”.

Quello è stato anche il periodo di intensi dibattiti tra me e lui sull’esistenza, sulla religione, sulla scienza in contrapposizione al teismo. Cercavo di migliorare la mia comprensione, ma anche mi difendevo accuratamente, con la modestia dall’accusa di risolvere tutto con la conoscenza scientifica. Lasciavo quindi  che gli altri la pensassero come volevano, salvo cercare di diffondere con degli scritti e con delle conferenze le mie considerazioni come faccio ora  sommessamente in queste righe ed in questo sito. Questo è il mio testamento spirituale. Cerco pertanto di usare poco o per niente alcune delle categorie delle prime righe di questo capitolino. Quali? Ah. Ah.

Negli anni 70, dopo 16 anni di attività nel campo scientifico, avevo incontrato lo Yoga trovandone un giovamento insperato e quindi volli capire quali erano i suoi fondamenti e scopersi che le sue metodiche del distacco, concentrazione, meditazione, armonia e samadhi erano solo un modo diverso di definire i metodi dei ricercatori: sgomberare dalle idee preconcette, analizzare (gli argomenti pertinenti), sintesi, creatività nel vedere svilupparsi nel tempo il progetto.

Il Maestro Carlo Patrian fondatore dell’Istituti Yoga in Via Lusardi a Milano incitava gli allievi ad esprimere le proprie idee una sera alla settimana ed il 12 dicembre 1972, tentai di interpretare le aspirazione della scienza  alla trascendenza verso livelli spirituali con questo tema: ”L’organizzazione della complessità e dell’evoluzione, in tutta la sua varianza è l’anima?”

Durante il secondo congresso della Federazione Italiana Yoga del 1976 al centro congressi di via Corridoni a Milano, e più avanti usai un titolo più semplice: “Scienza e Yoga”. Dal 2005, durante le conferenze ho perfezionato le terminologie, perché ora tutto si basa sulle dimostrazioni matematiche dei tre elementi: Materia, energia ed informazione con precisi e definiti parametri di scambio di massa, energetici e computazionali. (vedere la rivista le Scienze gennaio 2005 su questo tema che sarà inserito in altra parte del sito con un Link)

Quindi gli strumenti sono:

Attivazione del fisico,

Attivazione della respirazione,

Calmare la mente

la conoscenza  Questo è lo strumento della mente, la percezione di un bisogno di completezza, di crescita, di evoluzione e di modifica (il cambiamento) dalle situazioni di disagio.

Questi sono gli strumenti che ritengono più adatti  alla comprensione delle situazioni dominanti della nostraepoca. Tanto più gli esseri viventi sono evoluti e complessi, dai microorganismi, agli insetti, dai rettili, ai mammiferi a noi, (dubbia è la posizione di alcuni, virus, ma anche molecole elementari: i prioni, indistruttibili; degli alieni?) tanto più si può pensare che hanno in se delle capacità vitali elevate, una forma di intelligenza e di creatività detentrici di grandi forze.

La comprensione delle FORZE od entita’:  positive e negative alla continuità della vita,

La  ELABORAZIONE di quanto conosciuto ed il Confronto tra le nozioni acquisite, delle loro interazioni reciproche, tenendo conto delle aspirazioni.

La CREATIVITA’ ovvero la progettualità” da quella del pubblicitario, a quella dell’artista, del progettista, dell’economista, del politico

Le svolte avvengono perché qualcuno rompe gli schemi, fa piazza pulita delle idee superate o semplicemente esaurite nella efficaci perché l’ambiente muta o del mistico. E’ il contrario dell’ortodossia, degli integralismi, del ritorno al passato sicuro e conosciuto. E’ il pensiero laterale che nessuno ha provato perché “cosi non si è fatto mai”.

 [4.IN SINTESI: poiché qualcuno è riuscito ad arrivare ad alti livelli di conoscenza, cerchiamo in tutte le culture con calma, con pazienza, organizzando una base culturale attinente al reale, alternativa anche se non esaustiva.]

 

5.tutti pensano di essere uno, di essere una entità unica, invece siamo fatti di molte parti, il cervello lavora su più piani, è plastico, rigenerante, autoadattante.

Il corpo ha alcuni centri nervosi che interagiscono con gli organi interni, una cinquantina di gangli più piccoli vicino alla spina dorsale che interagiscono con i muscoli, le articolazioni ed intervengono addirittura prioritariamente ed anticipatamente al cervello per reazioni in 60 millisecondi a dei danni come una ferita ad un piede.

Il corpo e gli organi somatizzano a nostra insaputa. Le pulsioni ancestrali, di attenzione, caccia, fuga, alimentazione e riproduzione ci controllano se non abbiamo una coscienza, una cultura, una morale, un rispetto delle leggi sociali e del prossimo.

I 5 sensi esterni e quelli propriocettivi (interni), mandano messaggi ai nostri centri cerebrali emozionali e producono passioni a volte incontrollabili, il centro del dolore può esaltare o sopire alterazioni organiche, producendo stati di panico, fobie, cefalee o sensazioni alteranti patologiche

A partire dal bambino, se una persona non ha fatto un percorso culturale, particolare, pensa di essere una entità unica (anche irripetibile e può essere vero), ma non percepisce che agiscono forze contrastanti. Al massimo pensa di avere dubbi, di fare alle volte degli errori, di non essere in gamba o molto abile.

La corteccia cerebrale è una parte molto piccola del cervello, uno strato di sei neuroni che riveste tutto il cervello, ha connessioni ortogonali invece che embricate (tutti collegati con tutti) ed è come lo schermo del nostro televisore o del computer, ci fa percepire solo una parte di quello che gira nel cervello. I gangli del cervello ereditato dai rettili e non modificato ci lancia solo le cinque pulsioni ancestrali ed quasi sempre in antagonismo con la coscienza. A volte qualcuno lo percepisce ed allora ci sono gli sdoppiamenti controllati o no.

L’ansia, le paure, le depressioni ed altre patologie o semplici debolezze, sono controllabili se conosciamo e conteniamo le difficoltà indotte da questa complessità. Ancora una volta è utile padroneggiare le situazioni cercando il nostro centro componendo ed armonizzando le forze contrastanti. Ognuna di queste, non è ne buona ne cattiva, hanno tutte le loro funzioni in determinati momenti della vita e vanno capite e coinvolte nello sforzo di far star bene la vita della persona che le contiene. Qualcuno cerca di sopprimere la violenza, , la fame, il sesso od altro, ma l’autodifesa, la ricerca di cibo, la riproduzione oppure le attività parassesuali come le coccole, servono anche come rinforzo di legami senili.

Una conseguenza della errata ed incompleta percezione di se  è il non aver compreso che in noi ci sono forze vitali enormi che se percepite nella loro dualità, possono risolvere conflitti interiori. Coloro che credono in un Dio, (che gli agnostici ed atei ritengono una metafora delle forze,oppure una vulgata) dovrebbero dare retta al Vangelo di Giovanni al passo 10.34 ed il Salmo 82, che dicono ambedue pressappoco così: “Dio è dentro di voi”. Cercherebbero forse di sentire dentro di se senza aspettare intermediari che hanno stravolto,, in mille modi, a proprio interesse, le guide morali. Semplificare o no sraanalizzato dal capitolo 15.

[5.in sintesi: tutti pensano di essere senza contraddizioni, invece siamo fatti di molte parti, cervello in più piani, plastico, rigenerante e corpo. Le pulsioni e le forze sono dentro di noi contrapposte e vanno capite ed armonizzate

 

Alti titoli in preparazione …………………………………….e completamento

6.l’esistente non percepito ci accontentiamo di riconoscere solo ciò che e molto vicino spazialmente e temporalmente L’intelligenza umana, animale ecc.

culture occidentali ed orientali Quando non c’erano strumenti e metodi scientifici, ma solo l’osservazione e la logica gli uomini trasferivano le conoscenze a voce, o meglio da maestro ad allievo in un lento sommarsi di crescita del bagaglio culturale, con interruzioni, rallentamenti,  ed in alcuni periodi oscuri, perdita totale del bagaglio culturale per carestie, invasioni o cataclismi. C’erano sicuramente filoni culturali diversi in zone e culture diverse con interpretazioni diverse degli stessi fenomeni od eventi.

gli dei occidentali sono assolutisti e totali, gli orientali sono manifestazioni dell’esistenza (esempi)

7.La trinità mistica e materiale il dio creatore , punitore, guida; la trimurti; materia-energia-informazione (+varianza)

8.impedimenti + e _presunzione, orgoglio, senso di inferiorità, paura di ammettere gli errori (in media stat virtus) e nella logica la mancanza di concetti di campo, di entropia, di agitazione termica, del caos e quindi delle valutazioni solo statistiche unto

 

rendimento e non perfezione, infinito ed infinitesimo,  irraggiungibile, limiti, l’agitazione termica e della materia, il caos, il caso, l’entropia, l’interpretazione statistica ed individuale, il concetto di campo, interpretazione di grado e di genere Interpretazione umana

 

9. PULSIONI + e _curiosità, aggressività, paura, alimentazione, riproduzione, piacere e dolore, blocchi . coazioni a ripetere (in media…)producono passioni ed emozioni

10.Religiosità + e _materialismo, pragmatismo, idealismo, elevazione, spiritualià, misticismo

11.Feedback Da Wikipedia, l’enciclopedia libera. Retroazione – capacità di un sistema dinamico di tenere conto dei risultati del sistema per modificare le caratteristiche del sistema stesso ogni azione nostra e del nostro prossimo influenza tutti contemporaneamente in funzione inversa della distanza ed imparare ad accorgersene. Ascolto

12.Lavorare su più piani    del cervello come fossimo in molti dentro di noi.

13.Rispetto reciproco, ovvero i democratici, cristici, comunardi, camerati (amanti)

uno ed intero, tutto d’un pezzo e non sente che è fatto di pulsioni ancestrali, di influenze dei familiari, dell’ambiente e di adattamenti consci ed inconsci.

Capire il linguaggio del corpo, capire se stessi

 

Che rapporto c’è tra SE e gli altri, IL PROSSIMO. Tutti sono il nostro PROSSIMO.

Ama il PROSSIMO come te stesso?: l’uomo buono, corretto, saggio, rispettoso e l’innamorato. Ama il PROSSIMO più di TE STESSO? : il volontario, l’eroe, il missionario (a volte, in tutte le religioni ed ideologie, si fa proselitismo per affermare il potere e la propria superiorità di idee).

Collaborare con il PROSSIMO. Competere con il PROSSIMO. Combattere il PROSSIMO. Mettere sotto il PROSSIMO.

 

14.Semplificazione e complessità, capire la dualità dei fenomeni reali, il concetto di campo

15.tutto E’ collegato in conclusione se affiniamo ed approfondiamo la conoscenza della nostra natura fisica e mentale ci accorgiamo che ciò che esiste si giustifica reciprocamente con analogie e collegamenti tra microcosmo e macrocosmo, tra ciò che riteniamo concreto e ciò che consideriamo astratto

 

  1. Chi riceve in anteprima questa bozza è pregato di leggerla, fare delle osservazioni, proporre delle aggiunte, fare anche delle correzioni visibili sottolineate. 
  2. Riceverà i miei ringraziamenti e sarà parte del parte del mio più grosso e conclusivo lavoro.
  3. Ma non temete, dopo non riterrò di aver finito e potrò quindi morire, perché questo lavoro non è mai finito e continua da millenni.
  4. Per ora grazie. Tutte le versioni corrette saranno conservate e se volete anonime, ma perché mai? Ciao a risentirci.
  5. Meglio collaborare che confliggere OM

 

********Se cliccate sul titolo in alto  si apre in fondo al testo uno spazio per pubblicare secondo i canoni del rispetto, qui delle osservazioni, suggerimenti od altro relative al  tema trattato nel testo. Grazie.