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Se si vuol leggere un interessante articolo, si può correre oggi all’edicola ancora aperta, anche se è domenica, perchè come sempre la domenica si trova su “Il Sole 24 Ore” qualche perla culturale nell’inserto “DOMENICA”.
Oggi in terza pagina, di Alessandro Melazzini si trova la recensione sul libro del teologo svizzero Hans Kung in stampa da Rizzoli: “In cosa credo”.
Tra le tante battute si può leggere in terza colonna: “Non posso e non voglio spegneIMG_NEWre la mia ragione nelle questioni di fede”……..”Ma anche una ragionevolezza assolutizzante, un razionalismo ideologico possono essere una superstizione, similmente al dogmatismo ideologico.”
Melazzini scrive in prima colonna: “Il teologo pensa infatti che fede e scienza non abbiano alcunché da temere, bensì possono reciprocamente arricchirsi, seppur entrambe nel reciproco rispetto delle reciproche competenze. Buona lettura,

Queste righe sono andate su yoga.it forum, ma qui mi sento di aggiungere:

Scrivo spesso su queste pagine di Yoga Apaia.it e su quelle di Yoga.it di come “credere” e “conoscere” sono da sempre in conflitto e se radicalizzati questi conflitti sono forieri di negatività ed incomprensioni. In questo articolo della DOMENICA si spezza una lancia per una visione meno settaria. Anch’io ho un fondo di fede o di fiducia e di speranza che il mio pensiero ed i miei metodi possano essere adatti a stare bene ed essere sereni. Questo non vuol dire assolutamente………pardon……… non vuol dire che mi affido esclusivamente a religioni o testi antichi per avere un orientamento utile, perché questi non danno possibilità di dialogo a meno di interpretarli come metafore. Le stesse religioni ed interpretazioni dei testi hanno subito modifiche ed aggiustamenti continui. Oggi abbiamo strumenti ben più efficaci, precisi e verificabili, per accettare orientamenti e metodi di vita. Questo non vuol dire che la razionalità non debba porsi in ascolto delle aspirazioni morali tradizionali o dei testi antichi, DEL RISPETTO CRISTICO DEL PROSSIMO, BUDDICO DELL’AMORE E FRANCESCANO DELL’ASCOLTO DELLA MAESTRA NATURA che anche per me sono stati, e lo saranno sempre, spunto per orientare le mie ricerche e sviluooi in tutti i campi.

oMm—…

Un commento

  1. Beh,penso che il diverbio tra fede e religione sia una delle maggiori,secondo me,questioni ”irrisolte” che l’essere umano si porta dietro….”In media stat virtus” scrivesti giorni fa…Ed è quello il fulcro del discorso…Nel senso che…sia un eccesso di fede che uno di dogmatismo,non portano a nulla…Dividere il tutto per compartimenti stagni non porta all’evoluzione di nulla…L’evoluzione,io credo,sia un rapporto tra elementi che vanno equilibrati e dosati…Non credo si possa negare nè che la fede,ne che la scienza,abbiano usato per centinaia di anni questa tecnica di ”compartimenti stagni”…Perchè sostanzialmente,”viaggiano” su canali diversi: la fede in fin dei conti,in linea di massima,si basa sull’accettare più o meno ”passivamente” le dottrine che ci vengono proprinate…Non dimentichiamo la storica diatriba della riforma e della controriforma…Allo stesso tempo,dalla sua,la scienza ha sempre un pò escluso la fede…Perchè sostanzialmente funziona in maniera opposta,cioè,non credere incodizionatamente,ma cercare di scoprire,di snocciolare e interpretare situazioni e fenomeni…Io,personalmente,credo che la ragione sia importantissima,almeno quanto l’interiorità (non passiva,ovviamente)—Vedo la vita un pò come una guerra,e in trincea non ci sono atei…In qualcosa comunque si ”crede”…Non possiamo pensare che la ragione viaggi in altri circuiti rispetto all’emotività…Io ad esempio,credo nell’amore,nel rispetto,e nella natura delle cose…se poi questi vengano chiamati Buddha,Cristo o San Francesco,sinceramente,a me poco cambia…Perchè è il risultato finale che conta!a presto!

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