50 anni di yoga

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Circolo della Stampa Milano “50 anni di YOGA” 17 ott. 2007 Intervento di Italo Magos

Immaginate l’ambiente ,…. immerso in una luce soffusa …proveniente soltanto da un grande schermo. …..un proiettore manda visioni di posture Yoga… praticate da una persona dalle fattezze proporzionate … flessuose, ….gli altoparlanti diffondono una musica dolce …..dallo stesso nastro la voce morbida del Maestro Carlo Patrian dà precisi e sintetici suggerimenti.
Erano i primi di settembre 1972 ed a 38 anni, avevo deciso di seguire il corso di YOGA per integrare, con una filosofia ALTRA, i due anni di corsi di studio precedenti sul pensiero filosofico e poi sulla storia della filosofia. Ma avevo grossi problemi familiari e di lavoro ed un fisico che non mi aiutava. Il collo e i polsi scricchiolavano nelle posizioni di torsione o nella semicapovolta.
Dopo quasi due mesi, durante una posizione del corvo, il braccialetto d’oro dell’orologio saltò ad un metro di distanza perché il polso s’era ingrossato, ma invece le cefalee, iniziate a 12 anni, si erano ridotte e con stupore, non prendevo più ogni due ore Mellerette e Didergot..
Il mercoledì c’erano le lezioni di meditazione ed il giovedì dialogo aperto.
Domandavo cosa c’era nello Yoga come mai dopo 26 anni stavo meglio e approfondite risposte esaudivano il mio bisogno di capire.
A quel tempo lavoravo presso il settimo laboratorio del mondo in campo elettrico CESI e vivevo la più grande divisione tra noi umani, che non è tra maschile e femminile, ma tra umanesimo e scienza. Ebbene, l’avventura di fare ricerca nel campo dei fulmini e della fisica per più di 16 anni, mi aveva posto in bilico tra credere e conoscere. Per questo, meraviglia e soddisfazione mi spinsero subito ad analizzare che relazione si potesse individuare tra cultura scientifica e yogica.
Fu così che, sollecitato dal Maestro a dirimere questo dilemma, un giovedì che dovevo entrare alle 21 in via Lusardi per partecipare agli incontri liberi e comunicare il tema che proponevo, andai forse in samadhi, perché formulai un tema, anzi una domanda, che sollevò poi molto stupore e dibattiti.
L’espansione dell’evoluzione, nella sua complessità e differenziazione è l’anima? Questo tema fu preparato con un grande impegno e la realizzazione di almeno 50 diapositive, tratte da riviste scientifiche, per iniziare dal big bang, passando da onde, gorghi, oggi diremmo stringhe, particelle, atomi, molecole, membrane, cellule, piante, animali, branchi, tribù, società, pensiero filosofico, religioso, trance e samadhi fino al concetto di anima, ipotizzando un cerchio che si ricollega alle forze primordiali e quindi alla metafora di DIO. La splendida attrezzatura della sala mi aiutò molto a trattenere l’attenzione dei partecipanti sempre numerosi in quegli incontri.
Dal gennaio 2005 la scienza ufficiale sta raggiungendo conclusioni simili che ho poi relazionato in un incontro alla Libreria Ecumenica
Sono passati quasi 35 anni, ma i suggerimenti del Maestro mi hanno spinto ad andare avanti in questa ricerca che, assieme, a altri stimoli che citerò poi, hanno portato alla intervista pubblicata in un ponderoso testo della Mursia “La ricerca parapsicologica oggi” In questo libro cito il merito del Maestro nel mio sviluppo culturale nello Yoga e segnalo lo sviluppo dello YOGA oggi. Poiché nel 91 sono stato citato in un libro specificamente scientifico, posso dire che negli anni 70 avevo già fatto il salto dallo scientismo al campo dell’umanesimo, alla filosofia e poi dello YOGA. Fui guardato quindi con sempre maggior stupore due versanti culturali, degli amici umanisti e specialmente dai mie colleghi tecnocrati
Voglio ricordare il periodo , intorno agli anni 74 dell’attività del maestro nello sviluppo e guida nella realizzazione dell’aschram di Marcignago. Questo luogo era adibito agli incontri con i maestri ed i loro seminari. Furono anni di lavoro comunitario armonioso e di volontariato entusiastico.
Questa è un’altra peculiarità della didattica del maestro.
Contrariamente alle molte scuole concorrenti, chiuse nei concetti espressi da un unico avatar, e dall’ipse dixit, è l’averci messi in contatto con maestri indiani, giapponesi, americani, artisti ed altri, per aprire la mente ad una visione impagabile. del mondo, del sapere e del sentire. Ek con Darvin Gros, Maikary con il maestro Okubò, Garothe del Kivadana aschram di Lonavla, sri Cin Moi meraviglioso con la mia prima entrata nello stato di trance, Sadananda Saraswatj mio ispiratore con il suo rivoluzionario concetto di reincarnazione in vita, l’artista carismatico Enrico Maria Salerno (SIC), allievi che avevano visitato Sai Baba e Aurovill di Autrobindo, Monasteri Zen, Hare Krisna, Baguan Sri Raschinish e molti altri. Questa varietà di orientamenti esistenti, mi indusse a fare dei viaggi di studio e ricerca sul trance in Turchia, Grecia, Cina, India, ed i più significativi in Brasile, Cuba e deserto algerino. Quì condivisi l’esperienza estatica nella danza Sufi con un anziano pastore beduino, comprendendone appieno i meccanismi. Il 14 ottobre 2007 ho esibito la pratica a Salò.
Nei mie viaggi e contatti, nei seguenti anni scoprii, che molte persone di scienza avevano, parafrasando, lavato i panni in Gange. La scienza e lo Yoga cercano ambedue di percepire o conoscere le forze primarie e l’armonia di formule matematiche unificanti, semplici ed eleganti. Anche se le Forze o gli Dei che ci conducono vengono interpretati in modi diversi, sono sempre gli stessi. Culture diverse lo hanno compreso, millenni prima di noi. Dalle culture contrapposte, ero considerato e mi consideravo orgogliosamente un tuttologo, ma poi apprendendo sempre più vari strati della grande cipolla del tutto, devo ridere di qualsiasi assolutismo e godo con modestia, appresa dal Maestro, delle innovazioni emergenti da più parti.
Ricordo che su suggerimento del maestro, io alcuni allievi abbiamo aderito nel 76 alla richiesta di Don Gino Rigodi di tenere lezioni di posture Yoga alle carceri minorili di Cesano Boscone per recuperare drogati, spacciatori ed altri ragazzi. Furono mesi intensi perché stare chiuso con 10 ragazzi in un sala con rei di assassinio e conflitto a fuoco, fu una prova durissima anche con due gravi situazioni di rischio. Ma molti ragazzi furono così recuperati. Fu così che poi ebbi l’onore di essere uno dei 9 fondatori di “Comunità Nova”. Dopo questa esperienza, non ebbe timore a tenere lezioni di Yoga ad un gruppo di Karateka su richiesta del loro istruttore.
Fisiologia, neurologia, antropologia, etologia e addirittura marcheting integrano e tendono ad ottimizzare i vari aspetti, di un complesso così ampio come lo Yoga. Ma la piccolezza umana non potrà mai raggiungere l’infinito della totalità, per questo la ricerca non può e non deve mai esaurirsi.
Forse un limite umano è il completamento della vita. Questo nella cultura occidentale è oscurato dal velo della pietà e del cordoglio. lo forse l’ho compreso, avendolo quel limite, quasi superato non una sola volta. (Sono stato più volte incidentato). In questo è maestro lo Zen che è la versione giapponese della meditazione Yoga.
Le ricerche, da me effettuate, nel deserto algerino, Brasile e Cuba, mi hanno fatto capire, in accordo con ricerche scientifiche recenti. che il testo antico che più stimola è lo “ Yoga Sutra” di Patangiali perché propone fin dalle prime frasi lo studio della mente, degli scopi della vita, della CONTINUITA’, della reincarnazione in vita e della …morte. Stimola uno studio ed una comprensione della mente, sia nelle sue problematiche più semplici: (citta vritti niroddah, =la mente agitata va calmata), che negli stati ALTRI. Questi vanno oltre la meditazione: il Samadhi va definito una meditazione che investe il tempo. assimilabile quindi agli stati di trance, illuminazione, ma anche creatività dell’artista, dell’inventore, fino alle pratiche del veggente. Effettivamente tra le forze fondamentali esistenti, che tutti i popoli chiamano DIO, si dovrebbe comprendere: l’espansione, la contrazione, l’evoluzione e la differenziazione e devo dire che ciò avviene sicuramente nello Yoga che si dimostra sempre vivo negli ultimi anni e lo sarà nel futuro per chi vorrà raccogliere l’eredità culturale.

Grazie Patrian mi ha insegnato che la vita è un RAGA
Raga: andamento della musica indiana lento-forte-lento, come la vita, come i tre guna; dal niente alla piena attività, alla meditazione, al trasferimento del sapere, allo spegnimento (tre GUNA), come i fenomeni naturali che rispondono alla curva di Gauss o della statistica, della moda, a campana, perché sono l’incontro di due iperboli contrapposte tendenti agli asintoti (all’infinito) .

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