METODI E VALORI

Metodi e valori
Diventare persone è difficile (Personazione e internalizzazione.)

Come unire le strade dei farmaci e della psiche di Gabriell Levi Università La Sapienza di Roma
da “TUTTO SCIENZE” pag I e II dell’inserto del mercoledì del quotidiano “LA STAMPA” del 12 dicembre 2007
GABRIEL LEVI Stralcio ultima parte

La psicoterapia è uno strumento abilitativo per il superamento di traumi? Per la soluzione di conflitti? Per lo sviluppo della personalità? La psicoterapia lavora sui nuclei psicopatologici dei disturbi, sulle immagini di Se e dell’Altro che il bambino fabbrica con le proprie risorse e con gli investimenti affettivi ricevuti?
Molti bambini crescono con difficoltà, perché non riescono ad impadronirsi nei modi e nei tempi giusti degli strumenti mentali che la società e la cultura dovrebbero mettere a loro disposizione. Vale a dire molti bambini hanno difficoltà nell’imparare a pensare ed a ragionare (il famoso metodo) o a comprendere ed a scambiare il lessico e la sintassi delle emozioni (i famosi valori).
Certamente la relazione interpersonale, la logica ed il diritto sono gli obiettivi di ogni educazione civile. Famiglia e scuola collaborano, bene o male, al conseguimento di questi obiettivi di crescita mentale e personazione. Tutto questo mentre sostengono i bambini a muovere i primi passi, ad esplorare il mondo, a curiosare sulle identità, a leggere e scrivere i codici che viaggiano nello spazio sociale, a calcolare programmi, misure e valutazioni scientifiche.
Molti bambini hanno difficoltà scolastiche e cioè difficoltà nell’acquisire gli strumenti dell’apprendimento e difficoltà nell’individuare e nel conquistare gli obiettivi degli apprendimenti. Come aiutiamo questi bambini? Come e cosa insegniamo e cioè come offriamo con chiarezza dei segni e dei codici?
Il discorso che ho cercato di portare avanti sembra proprio pazzo. Che cosa c’entra la terapia farmacologica con
la psicoterapia? E che cosa c’entra la riabilitazione delle funzioni neuropsicologiche (quand’anche superiori) con la pedagogia? Il punto è proprio questo. II nostro discorso sembra dissociato perché cerchiamo di collegare due strade che diventano senza senso quando restano separate. Con alternanze di ipertrofie e paralisi. L’intervento psicofarmacologico tende ad aumentare quando gli spazi di un lavoro psicologico costruttivo si restringono. Le psicoterapie possono diventare giochetti inutili, se e quando si propongono di curare dei traumi, senza considerare qual è il terreno delle vulnerabilità e dei conflitti. Le psicoterapie diventano panacee retoriche, quando affrontano i disturbi psicopatologici dei singoli come fossero questioni sindacali. O al contrario, quando affrontano problemi dl ricambio generazionale come fossero disturbi psichiatrici. La riabilitazione in età evolutiva confonde spesso l’abilitazione all’uso di strumenti precisi con l’abilitazione a padroneggiare i programmi che questi strumenti consentono di sviluppare.
E allora?Tanti psicofarmaci a bambini che non possono ricevere un appoggio psicologico e terapeutico? Tante psicoterapie ai bambini che non sappiamo educare e costruiscono disturbi di comportamento o disturbi di internalizzazione? Tante riabilitazioni miracolistiche ai bambini che hanno un handicap e debbono ridefinire gli obiettivi di uso dei loro strumenti, ma non i loro obiettivi di vita?
Forse conviene che riflettiamo meglio sulle contraddizioni che la società degli adulti mantiene verso la società
dei bambini. E ci interroghiamo sul rapporto tra psicoterapia e psicofarmacologia. In Parlamento esistono tre proposte di legge sulla psicoterapia. Sarebbe bene che sul tema psicoterapia in età evolutiva ci fosse un dibattito pubblico ed ampio.