Come propongo lo YOGA in palestra

Come propongo lo YOGA in palestra.

Premetto che lo YOGA, storicamente, non dovrebbe essere ritenuto una religione, una filosofia od una ideologia e nemmeno una ginnastica, ma una serie di metodi per trovare, in una prima fase più benessere e serenità, e ‘precisamente a  calmare la mente agitata.

Lo yoga che propongo in palestra deriva in molta parte dallo yoga dei sutra (frasi ) di Patangiali che si troveranno nella traduzione sintetica in altra parte del sito. Questo testo è stato scritto circa 2500 anni fa, ma fa parte di una tradizione orale di molti più millenni, condivisa da molti popoli orientali e da tradizioni esoteriche tarde anche occidentali.

I metodi suggeriti fanno parte della cosiddetta

ASTANGA (linea) o sequenza di otto metodi e ad essi in palestra si dedicano tempi indicati con + o ++ o +++ o ++++:

1 + YAMA comportamenti sconsigliati: violenza, falsità, appropriazione, dispersione, accumulo.

2 + NIYAMA comportamenti consigliati: purificazione (mente e corpo),  accontentarsi, serietà, studio, finalizzazione (…..della vita).

3 ++++ASANA posizioni: ginnastica non dinamica, dolce, postura eretta e morbida, modo di camminare, equilibrio e ricerca del proprio centro.

4 ++ PRANAYAMA respirazione corretta alta o bassa, energetica, apnea,

5 +++ PRATYAHARA rilassamento, conoscenza, allontanamento e distacco dalle problematiche e dalle ansie,

6 + DHARANA concentrazione su mandala o mantra, l’analisi,

7 + dyana meditazione, l’intelligenza,

8 – SAMADHI “stati altri  della mente”,  il significato  del tempo e la creatività.

Bisogna tenere presente che nell’evoluzione dello YOGA, dopo il mille, si è data molta attenzione e cura a:

9 + MASSAGGIO molto praticato nei monasteri con modalità diverse dall’occidente,

10—ALIMENTAZIONE curata a vari livelli: vegetariana, veganiana o vegetaliana, frugista o satvica dieta, digiunopulizia intestinale.

11 + MUSICA, CANTO E VOCE.

12 – DANZA,

13—CONSIDERAZIONI SULLA SESSUALITA,

14—SCRITTURA (?)   E LAVORO ARTISTICO CON SIMBOLI E COLORI Su questo ho tenuto per due anni un corso all’Umanitaria di Milano

Le pratiche che non sono molto trattate in palestra sono oggetto di seminari gratuiti bimestrali od a richiesta.

Le lezioni durano circa un’ora e se poi c’è del tempo può proseguire  nell’eventuale tempo libero che segue per esaurire gli argomenti generali od individuali che possono emergere durante la lezione.

Una raccomandazione fondamentale sulla quale insisto frequentemente è: “le informazioni personali che possono emergere durante le lezioni non devono uscire dalla saletta”.

La saletta, pomposamente chiamata palestra, può accogliere 8 allievi  (al massimo 9 con disagio) e l’istruttore è sempre e soltanto Italo Magos. Ci sono solo 10 tappetini  di 0,8x2m, che con la esperienza di più di 40 anni, sono realizzati con materiali che non raccolgono acari, capelli o peli, rivestiti con una striscia antiscivolo, che sono frequentemente lavati, inamidati e stirati.

Uno specchio di 4 metri riveste la parete NORD per permettere agli allievi di verificare la propria postura e sulla parete opposta  SUD uno specchio ovale di 0,8×0,4m permette di controllare la lordosi e cifosi quando gli allievi si appoggino alla parete EST  che è rivestita di un materiale scivoloso per permettere molti esercizi esclusivi. Sopra la porta di ingresso è posta una barra orizzontale regolabile in altezza per eseguire altri esercizi esclusivi.

Alcuni esercizi e posture esclusive di concentrazione e meditazione vengono svolte seduti su palloni leggeri del diametro di circa 0,25m. La dotazione comprende una diecina di cuscinotti cilindrici per eseguire altre posizioni sdraiate esclusive.

Le lezioni seguono un programma molto elastico, senza percepibile aumento di difficoltà nel tempo e sono strutturate secondo la necessità espressa degli allievi e che li’istruttore corregge al momento.

I nuovi allievi e gli allievi assenti da molto tempo, sono invitati alla parete scivolosa per verificare di persona la propria cifosi e lordosi ed imparare a correggerla con la percezione della propria immagine, ed eseguire alcuni esercizi specifici. Inoltre sono invitati ad effettuare una breve camminata per essere guidati nel perfezionamento della stessa. In questa prima fase gli allievi sono tenuti a consegnare brevissimo temine all’istruttore, un certificato medico che li ammette formalmente a corsi con le specifiche dello yoga notificate ai medici dall’istruttore. Se il certificato medico non dichiara di aver tenuto conto delle specifiche dell’istruttore, gli allievi sono tenuti a firmare una liberatoria, oppure a insindacabile parere dell’istruttore, ad essere esclusi dai corsi. Se il medico dichiara alcuni problemi specifici deve dare anche al paziente ed all’istruttore, le indicazioni sugli esercizi da cui astenersi od  limitare.

Le lezioni del primo mese dell’anno, iniziano con il Saluto al sole classico a 12 posizioni con la sequenza più ampia diffusa da me negli anni 70 ed ormai a conoscenza di quasi tutti gli istruttori italiani. Poi nei mesi seguenti si passa  alla sequenza a 24 posizioni messa a punto negli ultimi dopo esperienze con allievi che presentano problematiche prettamente occidentali, sconosciute agli orientali. La durata di queste pratiche può durare dai 10 ai 20 minuti a seconda delle prestazioni degli allievi.

Le altre posizioni sono prese dalle sequenze classiche della scuola da cui derivo: The Divine Life Society di Swami Sivananda di Rishikesh con alcune correzioni suggerite dall’esperienza  e da tempi adattati di volta in volta a seconda degli allievi presenti. All’inizio le posizioni vengono tenute per poco tempo e vengono corrette dall’istruttore con grande attenzione per impararle correttamente, poi per trarne efficacia, i tempi vengono allungati per ad un minimo di 8 secondi per i giovani e per alcuni esercizi  raccomando un numero di secondi pari alla metà dell’età in anni. Dopo alcuni minuti di esecuzione di una posizione ci si pone sdraiati con i   cuscinotti sotto le  ginocchia.

Le lezioni seguono un programma molto elastico, senza percepibile aumento di difficoltà nel tempo e sono strutturate secondo la necessità espressa degli allievi e che li’istruttore corregge al momento.

Le posizioni durano generalmente in tutto 40 minuti interrotte da vari esercizi di respirazione.

Il rilassamento, generalmente secondo il Metodo dello Svizzero Shulz, si esegue sdraiati per 10, 20 minuti e varia di volta in volta per non risentire del fenomeno della assuefazione. Durante il rilassamento raccomando vivamente di coprirsi efficacemente perché la fisiologia del rilassamento produce endorfine che modificano la circolazione periferica (cutanea) e bisogna compensare in tal modo l’effetto.

Durante il rilassamento, mantenere il silenzio, ma per qualsiasi rumore, starnuti, tosse od altro non chiedere scusa o fare altre osservazioni. Se un allievo russa se ne occupa l’istruttore che conosce le tecniche per farlo smettere e poi dargli dei consigli per il futuro. E’ raccomandata la posizione sdraiati sulla schiena, e con le palme delle mani verso l’alto, eccezionalmente si può provare le posizioni che si usi adottare per il sonno e le posizioni possono essere cambiate durante il tempo del rilassamento. In caso di difficoltà di respirazione, o tosse, si può stare emiseduti appoggiati alla parete- Si tenga presente che il rilassamento si può fare anche seduti (la posizione del cocchiere) oppure camminando sotto i portici o nel bosco (i peripatetici).

Verso la fine dell’anno, alla fine della lezione, si sperimenta concentrazione e meditazione con  indicazioni sul significato neurologico, esoterico, spirituale e metodico di queste pratiche.

Semplici raccomandazioni sull’abbigliamento: Niente scarpe, tuta leggera, elastica, attillate e calze più o meno leggere  a seconda della stagione. Un asciugamano 0,8x2metri o coperta a seconda della stagione e della propria sensibilità al freddo.

Raccomandazioni: Prima della lezione non mangiare più di qualche biscotto per non sentire la fame, e bere per non avere sete, ma evacuare. Non arrivare dopo l’inizio delle lezioni, ma piuttosto che arrivare ansimanti, è meglio arrivare in ritardo. L’allievo interessato a realizzarsi non abusa di questi pretesti e cerca di trarre il massimo dalle lezioni, arrivando in anticipo oppure scegliendo lezioni ad orari diversi.