EMOZIONI

Orig.src_.Susanne.Posel_.Daily_.News-13-21664-large-b12e81ec59ec77bd24c6abc7cf6a221346ed3bdd-s3-c85[1]Chiudi gli occhi e immagina l’ultima volta che ti sei innamorato . Forse  stavi camminando accanto alla tua fidanzata in un parco e osservavi la situazione. Intorno.
Dove hai sentito l’amore ? Forse hai le farfalle nello stomaco o il tuo cuore galoppa.
Quando una squadra di scienziati in Finlandia ha chiesto alla gente di tracciare dove essa sentiva emozioni diverse sui loro corpi, hanno raccolto i risultati li hanno visti sorprendentemente coerenti , anche attraverso le diverse culture .
Le persone reclutate hanno segnalato la felicità e l’amore percepite attraverso quasi tutto il corpo, mentre la depressione ha avuto l’effetto opposto : dando sensazioni di freddo umido nelle braccia, gambe e testa. , I volontari hanno detto che pericolo e paura hanno innescato forti sensazioni nella zona del torace . La rabbia è una delle poche emozioni che  hanno attivato le braccia . Gli scienziati sperano che le rappresentazioni corporee siano un giorno di aiuto psicologi per diagnosticare o curare disturbi dell’umore . “Dice Lauri Nummenmaa , uno psicologo presso Aalto University che ha condotto lo studio “. Il nostro sistema emozionale del cervello invia il segnale al corpo in modo che possiamo affrontare la nostra situazione “… ” Diciamo che si vede un serpente e si sente paura “, dice Nummenmaa . ” Il tuo sistema nervoso Aumenta ossigeno ai muscoli e aumenta la frequenza cardiaca in modo da poter affrontare la minaccia . E ‘un sistema automatizzato . Non abbiamo pensarci . ” Per cercare di capirlo , Nummenmaa e la sua squadra intrapresero  un esperimento con un semplice computer con circa 700 volontari provenienti da Finlandia, Svezia e Taiwan.
La squadra ha mostrato i volontari due sagome in bianco di una persona su uno schermo e poi ha detto ai soggetti di pensare a una delle 14 emozioni : amore , disgusto , rabbia , orgoglio , ecc I volontari poi hanno  verniciate parti dove del corpo si sentiva stimolato dal fatto emozionale..
” La gente trova l’esperimento molto divertente . ‘Abbastanza divertente , ” dice Nummenmaa Shots . ” Abbiamo tenuto le domande online in modo da realizzare l’esperimento da soli . Non tutti hanno dipinto ogni emozione allo stesso modo . Ma quando la squadra ha fatto la media delle mappe messe insieme, gli schemi delle forme emersi per ogni emozione, il team ha potuto pubblicare la sensazionale  tesi delle mappe Lunedi era negli Atti della National Academy of Sciences .
La squadra ritiene checi  siano tranquille coincidoenze con le risposte fisiologiche che si verificano con le emozione .
Ma gli studi precedenti hanno segnato cambiamenti nelle sensazioni corporee in seguito a disturbi dell’umore , dice Nummenmaa . “Per esempio, le persone affette da depressione hanno talvolta dolore al petto”.
E c’è anche qualche prova quando si cambia il proprio linguaggio del corpo – come la postura o la posizione – si può cambiare la tua mente
Il neuroscienziato Antonio Damasio , non coinvolto in questo studio , dice di essere “felice ” delle  scoperte di Nummenmaa perché offrono maggiore sostegno per quello che è stato valutato finora e  suggerito  per anni : Ogni emozione attiva una serie distinta di parti del corpo e il riconoscimento di quei modelli ci aiuta a identificare il funzionamento della mente
” La gente guarda le emozioni come qualcosa in relazione ad altre persone”, Damasio , che è un professore presso la University of Southern California , dice. ” Ma le emozioni sono il modo con cui interpretiamo e il modo in cui trattiamo l’ambiente – Minacce e opportunità ” Per cui, Damasio dice , è necessario conoscere il vostro corpo e la vostra mente

Le emozioni ci partano attraverso il corpo: ognuna dà vita a una specifica sensazione su  una diversa parte di noi ed è attraverso queste sensazioni che possiamo percepirla consciamente. A disegnare per la prima volta questa mappa che comprende felicità, tristezza, invidia e ansia ecc.è stato un team finlandese dell‘Universita Le emozioni – spiega la ricerca appena pubblicata sulla rivista «Proceedings of The National Academy of Sciences» – rappresentano lo strumento per adattare i nostri stati mentali e corporei ai cambiamenti dell’ambiente intorno a noi. Cosi, se fuori di noi succede qualcosa e per esempio percepiamo una fonte di pericolo, nella nostra mente monta rapidamente un moto di ansia che percepiamo con un vero e proprio peso sul petto. Ed è proprio questa sensazione che ci dà la percezione conscia di ciò che stiamo provando. Le prove sono arrivate dai test su 700 individui scelti in Finlandia Svezia e Taiwan: Prima sono stati indotti diversi stati emotivi e poi sono state date loro delle foto del corpo umano, chiedendo di colorare le parti di sé che sentivano accendersi e spegnersi in risposta all’emozione suscitata, è emerso che l’ansia attiva sensazioni nel petto, l’invidia, infuoca il volto, la rabbia si sente su petto, pugni e viso, mentre l’amore si avverte come un calore diffuso.  «Al momento – ha spiegato Nummenmaa – ci siamo concentrati sulla forza statistica dei risultati, ma in seguito andremo più nel dettaglio delle diverse sensazioni corporee suscitate. Ma l’aspetto più affascinante dei nostri risultati aggiunge è lo strettissimo legame tra il corpo e la mente: le emozioni non sono soltanto rappresentate nel cervello, ma anche direttamente nel corpo. Questa correlazione spalancherà nuove vie per riuscire a capire le funzioni dei sistemi emotivi e anche la psicopatologia indotta dalle emozioni stesse. Per di più è interessante che stati emotivi basilari come la rabbia e la p aura. ,i cui le persone fanno esperienza con stati mentali specifici e definiti, siano associati ad altrettanto specifici e definiti schemi corporei. Che sono culturalmente universali». Ciò significa, conclude il ricercatore finlandese, che «te emozioni hanno precise basì biologiche ed evoluzionistiche.

La stampa  Tutto scienze pag 25  2014-01-15

La proposta  dello Yoga apaia è  di sciogliere gli stati emotivi localizzati in specifiche parti del corpo, sotto forma di contratture muscolari e dilatazioni o contrazione dei capillari (sensazioni di calore o di freddo)  con posizioni di flessioni e di torsioni del corpo e della spina dorsale, con le respirazioni e con massaggi. Anche la aumentata sensibilità zonale prodotta dalle ” posture non di tutti i giorni” aiutano ad attivare prontamente dei cambiamenti di postura atti a non protrarre nel tempo le emozioni negative.

CONCENTRAZIONE

4 PROGRAMMA 16 SETT FINE 2013  BOZZA

SETTIMANA 06 dal 7 al 10/10 Dharana ConcentrAZIONE CONOSCENZA ANALISI CURIOSITA’ studio (vidya)

Osservazione dei particolari sempre più ristretti in ogni idea,   situazione   o cosa come con una lente, anche utilizzando una manciata di oggetti, da suddividere sempre più, o immagini, mandala, mantra, musiche e lavori manuali (fino a percepire quasi la dimensione 0).

Dal vocabolario Treccani il termine CONCENTRAZIONE: =azione di radunare, di far affluire o convergere in un punto o in una zona ristretta più persone o più cose o elementi della stessa natura, allo scopo di riunire ciò che prima era disperso o diffuso. In usi figurati, è l’operazione di dirigere o far convergere su un unico oggetto (concreto od astratto), verso un unico scopo.

Sono chiarificanti gli usi in altri campi come chimica, fisica, statistica, economia, ma anche in cucina (il concentrato di pomodoro). Nel campo mentale e Yoga va utilizzato come un atteggiamento di un aumento di attenzione verso un problema, un comportamento, una persona. Può essere utile una postura  particolare: prevalentemente in piedi nel concentrarsi su un problema di cui è opportuno avere una definizione accurata; una rappresentazione con un disegno posto su una parete o su un tecnigrafo o su un computer (in questo caso si è seduti); un oggetto concreto su un supporto all’altezza degli occhi, in piena luce e con lenti e microscopio; rispetto una lettura può essere utile una posizione seduta comoda, ma non troppo per non scivolare nell’assopimento..

Nel caso di una situazione ambientale o comportamentale rispetto ad una persona, le posizioni possono essere le più varie, perché la concentrazione può essere utile anche di fronte ad un serpente o la caduta di pietre dall’alto. E’ interessante citare che i vulcanologi nei dintorni di un vulcano, se volano pietre,, dicono che non bisogna scappare, ma fermarsi, guardare in alto  e concentrarsi sulla traiettoria delle pietre, capirne il percorso e spostarsi solo all’ultimo in un punto diverso da dove si è calcolata la caduta.

Concentrazione o meditazione su un mandala o un simbolo nell’accezione Yoga è prevista spesso in posizione del loto.

Fin qui ho parlato di concentrazione su oggetti concreti o virtuali, come azione della mente verso qualcosa, ma qualcuno parla di concentrazione o meditazione come una non azione o inibizione di azione o non azione o vuoto mentale. Questa semmai potrebbe essere una pratica del rilassamento, già trattato nella settimana scorsa, intesa come allontanamento di tensione verso qualche impegno voluto della mente o del pensare cosciente. Non si pensi che esista l’assenza voluta cosciente o nel sonno, questa si presenta solo in coma profondo o anestesia che se non controllate da medici specialisti vanno quasi sempre in discesa verso la morte. Quelli che parlano di vuoto mentale sono molti, ma non conoscono il parere dei neurologi e probabilmente scivolano normalmente nel sonno.

Analisi Come dicevo all’inizio, la concentrazione è un’azione, un modo di operare della mente che può essere considerata una “analisi” di qualche cosa, per suddividerla in parti sempre ridotte per conoscerla sempre meglio e più a fondo.

Un modo di operare di chi lavora in ambito scientifico o tecnologico, ma anche artistico, psicologico, clinico ecc.

Questo concetto di suddividere per analizzare e conoscere è nato come atomismo nella Grecia “ionica” (coste dell’attuale Asia Minore) probabilmente già intorno alla fine del VII secolo a.C. Esso, però, si profila in modo netto solo nel secolo successivo grazie a Leucippo, che da Mileto emigra ad Abdera e fonda una scuola dove avrà come allievo principale Democrito. L’atomismo non si limita ad essere un’ontologia (éinai=essere+discorso) (analisi di ciò ché è una cosa nel momento attuale), ma ha sia in Democrito che in Epicuro dei risvolti etici molto importanti. L’atomismo fu contrastato duramente da Platone e dalla Chiesa poi, è stato più volte recuperato

nel modo romano con Lucrezio, nel medioevo con Averroè, nel rinascimento con Newton e Robert Boyle e tra i contemporanei: Thomson (elettrone 1890), Ruthefort (protone 1919), Pauli (neutrino ipotizzato nel 1931 e osservato nel 1956)(Wikipedia)

 

 

 

 

 

Conoscenza . Per avere qualcosa su cui concentrarsi, bisogna conoscere qualcosa, anzi bisogna conoscere molte cose altrimenti l’operazione si esaurisce, si spegne rapidamente.

Il concetto di analisi, metodo filosofico della conoscenza, nella filosofia europea, da Cartesio in poi, è spesso (ma non necessariamente) collegato a quello di sintesi. Laddove i due concetti siano posti in relazione fra loro, essi designano due momenti complementari e contrapposti della riflessione che sarà più specificamente discussa nella prossima settimana. La conoscenza è qualcosa di diverso dalla semplice informazione. Entrambe si nutrono di affermazioni vere, ma la conoscenza è una particolare forma di sapere, dotata di una sua utilità. Mentre l’informazione può esistere indipendentemente da chi la possa utilizzare, e quindi può in qualche modo essere preservata su un qualche tipo di supporto (cartaceo, informatico, ecc.), la conoscenza esiste solo in quanto c’è una mente in grado di possederla. In effetti, quando si afferma di aver esplicitato una conoscenza, in realtà si stanno preservando le informazioni che la compongono insieme alle correlazioni che intercorrono fra di loro, ma la conoscenza vera e propria si ha solo in presenza di un utilizzatore che ricolleghi tali informazioni alla propria esperienza personale. Fondamentalmente la conoscenza esiste solo quando un’intelligenza possa essere in grado di utilizzarla. La conoscenza un prodotto della mente e dell’indagine introspettiva e non deriva unicamente dai sensi, cioè dall’esterno. (Wikipedia)

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e conoscenza” (Dante Alighieri, Divina Commedia, Inferno XXVI)

CURIOSITAE’ considerato un comportamento positivo sia nella scienza che nell’intelligenza, rappresenta un istinto che guida alla scoperta di nuove informazioni, conoscenze, comprensione e consapevolezza, il carburante della scienza e delle discipline dello studio umano, una vera e propria propensione all’interessamento personale verso ciò che incuriosisce.(Wikipedia)

Delle presunte 5 pulsioni fondamentali, ancestrali ed animali, presnti anche negli uomini e donne. La curiosità è la prima a comparire fin dalla nascita in quanto fondamentale per garantire la vita. Permette infatti di guardarsi in giro e verificare se ci sono dei pericoli, se ci sono degli animali più grossi che possono mangiato o dare cibo ed aiuto, ma anche per creare una mappa e strutturale territorio per capire dove correre a nascondersi (la lucertola) od un posto rilevato per osservare i dintorni e trovare un animale da parassitare (la zecca sale su un filo d’erba per lasciarsi cadere su una preda). Come tutte le pulsioni, devono essere ben conosciute per non eccedere.

STUDIO .Anche questa pratica di concentrazione, come tutte le altre, necessita del fattore tempo per affinarsi e completare l’analisi di ogni singolo elemento posto sotto osservazione e alla fine si parla di studio.

Non tutti hanno la pazienza di applicarsi e di studiare ed il loro lavoro diventa inefficace. E’ veramente una cosa difficile convincere un bambino o peggio un adulto a sbloccare questa pigrizia. L’unico tentativo possibile è nello stupire con la dimostrazioni dei grandi successi che si possono  raggiungere applicandosi in queste pratiche. Un altro metodo possibile (per bambini ed adulti) è l’esempio di persone che convivono e che mostrano un atteggiamento positivo a questa pratica. I

Strumenti Sono considerati utili strumenti anche i labirinti e i puzzle anche se questo è in parte analisi della connessione con altre parti, dove la connessione può essere considerata piuttosto un elemento di confronto e quindi di meditazione come verrà analizzato la prossima settimana

Propongo caldamente di loggarsi sul sito

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In ogni tempo, in ogni luogo, in ogni cultura, qualcuno è riuscito,

 allora si può.

 

Italo Magos 2013-10-07 Calusco

 

 

 

RILASSAMENTO

PROGRAMMA 16 SETT. FINE 2013

 

05 dal 30/09. al /10 PRATYAHARAA RELAX  citta vrtti nirodhah=La mente agitata va calmata Distacco, Nirvana, Allontanamento dei pensieri ricorrenti o fissi, riduzione di stress, ansia, tensioni muscolari, movimenti inconsulti.  Sdraiati, con musiche, immagini, colori  e visualizzazione. La mente si svuota, ma non è sonno

Raccomando di prendere una matita e segnare i punti sui quali chiedere chiarimenti o fare critiche.

 

Il termine rilassamento (estratto da Wikipedia), è un termine molto familiare, tanto che il senso comune è sufficiente per intuirne immediatamente il significato. Tuttavia risalire ad una precisa definizione operativa di che cosa sia non è altrettanto semplice.

Una prima definizione potrebbe essere di tipo negativo: il rilassamento non è uno stato di tensione. D’altra parte anche la tensione può essere definita come assenza di rilassamento. L’evidente rischio di una definizione negativa è

Sul vocabolario della lingua italiana alla voce rilassamento vengono indicati due differenti significati: da un lato “allentamento e decontrazione” che si riferiscono alla sola componente muscolare dello stato, e dall’altro “distensione psichica, serenità e svago” che si riferiscono invece alla componente psicologica.

In sintesi si può sostenere che il rilassamento si riferisce ad un particolare stato psicofisico, caratterizzato da modificazioni specifiche dell’attività dell’organismo da un lato (la principale è la riduzione della tensione muscolare) e da sensazioni psichiche percepite introspettivamente come benessere, serenità e tranquillità dall’altro. Un tale stato può sia predisporre ad un’azione efficace ed efficiente sia migliorare lo stato psicofisico dell’individuo.

È possibile distinguere fra misure di carattere oggettivo e misure di carattere soggettivo.

L’EEG (elettrocardiogramma) permette di avere un’idea dell’attività generalizzata della corteccia cerebrale, attraverso una dozzina di elettrodi posizionati sulla testa in punti standard. Un sistema di amplificazione e di registrazione produce simultaneamente una serie di tracce, corrispondenti alle variazioni di voltaggio fra le coppie di elettrodi. L’EEG permette di discriminare tra ritmi ?, ?, ? e ?..

.

Altre risposte fisiologiche possono essere utilizzate e sono indici altrettanto validi dello stato di rilassamento e sono il consumo di ossigeno, la frequenza respiratoria, la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna e la temperatura corporea. La maggior parte di questi parametri si riduce sensibilmente durante lo stato di rilassamento.

Altrettanto importanti e indicative sono le misure soggettive, come la raccolta di dati introspettivi circa le sensazioni avvertite dalle persone durante il rilassamento. Tipicamente vengono riportate sensazioni di pace, calma, tranquillità, leggerezza o al contrario pesantezza. Anche se alcuni studiosi, ad esempio lo psicofisiologo Edmund Jacobson, sottolineano come spesso una sensazione introspettiva di rilassamento non corrisponda ad un effettivo stato di rilassamento muscolare. In ambito terapeutico può essere utile aiutare una persona ad interiorizzare il criterio di misura della propria tensione prima del rilassamento. …………

Metodi e tecniche di relax

Cinque differenti categorie di metodi per la facilitazione del rilassamento:

  • approccio somatico o fisico;
  • modalità fisiologiche terapeutiche;
  • approccio cognitivo;
  • biofeedback;
  • utilizzo di sostanze farmacologiche.

Approccio somatico. Appartengono a questa categoria tecniche specifiche di stretching, di respirazione e di movimento, il massaggio, l’acupressione, lamanipolazione e l’aggiustamento chiropratico.

Modalità fisiologiche terapeutiche Queste tecniche sfruttano le proprietà di supporti esterni quali il freddo, il calore, i raggi laser, la trazione o gli aghi.

Approccio cognitivo ovvero tecniche mentali, che non si avvalgono di supporti fisici esterni come nel caso delle tecniche somatiche e fisiologiche. In alcuni casi però alcune di queste tecniche sono il risultato di una combinazione con gli approcci somatici. È bene precisare che all’approccio cognitivo appartengono tecniche che spesso differiscono fra loro nella metodica, ma non nella teoria o nei principi sottostanti……………

Biofeedback Si tratta di tecniche che si avvalgono di speciali apparecchiature che restituiscono un feedback istantaneo di eventi fisiologici interni ad un soggetto, ad esempio la frequenza cardiaca (HR) o la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), ma anche la risposta galvanica cutanea (GSR) o l’EEG, attraverso dispositivi visivi o acustici. Attraverso questi dispositivi le persone possono rendersi conto e manipolare direttamente le proprie funzioni vitali, semplicemente concentrandosi sui segnali elettronici che indicano il loro livello di attivazione. Esistono numerosi medicinali che riducono la tensione e che bloccano la trasmissione a livello della placca neuromuscolare. facilitano il rilassamento, in alcuni casi non senza potenziali rischi. Fra queste ricordiamo i farmaci miorilassanti, che vengono utilizzati per ridurre gli spasmi muscolari cronici o la spasticità da sclerosi multiplao da altri danni neurologici. Agiscono principalmente sul sistema nervoso centrale, differendo pertanto nel meccanismo d’azione dai miorilassanti utilizzati in anestesia.

 

Durante le lezioni di Yoga, il rilassamento è proposto al termine della lezione, infatti è fondamentale praticare prima un po’ di esercizio fisico e respirazione per rendere efficace il rilassamento.

Normalmente si pratica sdraiati ed io ho introdotto l’uso di un rotolo sotto le ginocchia per ridurre la lordosi e

 naturalmente niente cuscino sotto la testa.

Se non fa caldo è opportuno avere una coperta leggera almeno sull’addome perche durante il rilassamento si producono nel corpo endorfine e cambia la circolazione da esterna a profonda. Si ha quindi la nociva sensazione di freddo che fa

 

distrarre dal rilassamento. Il rilassamento si può praticare anche seduti, in piedi, camminando o seduti, ma l’efficacia dipende dalla qualità indotta dal maestro.

 

Purtroppo durante la pratica, qualcuno si addormenta ed anche se Sigmund Freud affermava che ogni pratica psichica funziona anche se allievo e discente si addormentano è opportuno incitare agli allievi a sollevare un braccio od una gamba, a ruotare il collo per sollecitare una piccola ripresa del tono muscolare. Anche qualche nota emessa con le campane tibetane durante la espirazione è pratica comune. Ma l’efficacia del rilassamento risiede nella voce adeguata, bassa, morbida, calma del maestro che è il primo a dover essere completamente e profondamente rilassato ed anche lui ha il rischio di addormentarsi, ma l’esperienza aiuta ad evitarlo.  Raramente le donne possono ottenere questi risultati senza scivolare in altre forme. Esistono molti testi,  varie tecniche e livelli diversi che descrivono questa pratica, ma anche reazioni diverse da parte delle persone. Alcune persone (valuto sul 1-2°%) che sono particolarmente controllate ed hanno paure diverse e specialmente quelle di essere controllate e manipolate da terzi, possono avere reazioni di fuga, se ne vanno dalla sala.. In tal caso non bisogna fare dei forzamenti od insistere, perché ci sono altri metodi per ottenere il rilassamento, come vedremo nelle prossime settimane. Una pratica yoga aiuta l’altra. Anche pensieri fissi od ossessivi, le droghe e psicofarmaci possono portare a difficoltà. Importante saperlo.

E’ molto utile praticare individualmente il rilassamento prima di addormentarsi per entrare in un sonno profondo e lasciare che il sistema nervoso di tutto il corpo, non solo la mente, si distacchi in parte dai sensi interni ed esterni e dal controllo muscolare per lasciare che agli organi interni, il metabolismo riparativo e la rielaborazione delle memorie diverse del sistema nervoso lavorino tranquillamente. Anche e soprattutto in questi casi si deve praticare un po’ di esercizio fisico (alcune flessioni o saltelli), delle respirazioni, se non eccitano troppo. Bisogna lenire sete, fame o sazietà e niente  alcolici e droghe e farmaci solo se consigliati dal medico, senza abusare.

Per i principianti e per chi non ha una sistematicità nella pratica o particolari necessità può essere utile una pratica di almeno due volte alla settimana. Ogni tanto la pratica va modificata per non cadere nella consuetudine noiosa od assuefazione. Sono opportune musiche dolci, alcune indiane ma non tutte perché certe ci risultano sguaiate e gridate, Meglio voci femminili, melodiche, non ritmate e senza percussioni. Difficili da trovare quelle giuste. Al contrario forte percussionismo è gradito da alcuni, ma può essere solo stordimento.

Qualcuno porta  questa pratica a sdoppiamenti od altre pratiche esoteriche, ma non è questo il mio interesse..

Il percorso fisiologico, più usato ed efficace consiste nel richiamare alla memoria particolari del corpo, dalle dita dei piedi, nominandole, con sempre più particolari da completare personalmente con una conoscenza approfondita del proprio corpo. Altre pratiche di secondo livello, sono le visualizzazione dove si racconta una storia od un percorso od un paesaggio marino, montano, boschivo ecc. Alcuni passano visualizzazioni mistiche o fantastiche che io limito molto.

 

Leggere le indicazioni ingrandite su  

http://it.wikipedia.org/wiki/File:RegolStress.jpg

 LA MENTE AGITATA VA CALMATA

citta vritti nirodhah

 

 

 

 

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RESPIRAZIONE – PRANAYAMA

PROGRAMMA 16 SETT. FINE 2013   BOZZA

SETTIMANA 04 dal 23 al 26/09 PRANAYAMA RESPIRAZIONE Presa di coscienza del proprio modo di respirare per migliorare le prestazioni, l’efficienza e prevenire apnee ed affezioni flogistiche (dovute al freddo o virus come mal di gola, costipazione e bronchiti). Sottolineare i punti che producono dubbi o commenti o critiche

Gli esercizi di respirazione particolari servono a migliorare la comprensione della funzione.

Raccomando di prendere una matita e segnare i punti sui quali chiedere chiarimenti o fare critiche.

La settimana scorsa ci siamo occupati del primo cambiamento, del primo atto compiuto da un essere vivente che esce da un uovo o da un utero, il movimento, il secondo atto consiste nel prendere una respiro perché tutti i viventi sono tenuti in vita da una combustione fredda, senza fiamma ma con enzimi specifici, di zuccheri (proveniente da molti tipi di cibo che si trasformano in ATP nei di tutte le cellule) mediante l’ossigeno trasportato dalla emoglobina.

Questa combustione a bassa temperatura grazie ad enzimi specifici e quindi senza fiamma è un fenomeno estremamente complesso che è soggetto ad una serie di fattori come postura buona o inadatta, attività fisica o o sessuale o mentale ( relax, concentrazione, meditazione o samadhi o estasi o trans), stress, depressione od agitazione (rabbia, pericolo, stati di panico,) ed anche all’età;  stimoli esterni: caldo freddo, umidità,  vento, pressione atmosferica, altitudine, accelerazione (caduta o vuoto, vertigini, nausea, mal di mare), spazi ristretti (claustrofobia, anche immersione in acqua o sabbie mobili) o al contrario troppo aperti (agorafobia, deserto,  savana, precipizi), buio, luce, colori, presenza di altre persone (troppe samadhi e scarse), con atteggiamento fidelizzante (attrattivo) o repulsivo, aggressivo, terrorizzante.

Il sistema respiratorio è costituito, nei mammiferi dai <<polmoni che sono un organo pari cioè costituito da due grossi complessi di bolle (gli alveoliVVV) rivestiti da due membrane: le pleure, stretti e schiacciati tra altri organi (cuore, costole, spina dorsale, diaframma, fegato, milza e stomaco) collegati da un sistema di condotti ramificati ad albero, che trasferiscono alle bolle la pressione atmosferica .che le tiene espanse, altrimenti collasserebbero in una masserella spugnosa molle, molte volte più piccola.

La funzione respiratorie ha fasi opposte, inspiratoria ed espiratoria controllata prevalentemente da due nervi frenici e due nervi vaghi (dal nome significativo) e spinali. Per la funzione contrapposta di muscoli diversi non facilmente percepibili e controllabili, perché pensiamo di respirare spontaneamente, senza dimenticare il muscolo piatto che si chiama diaframma e che funziona solo nella fase inspiratoria, mentre la fase espiratoria può essere prodotta dalla pressione dell’aria sulla pancia che è rilevante: (1kg/ cm2x20x20=400Kg) al minimo.

Infatti molto spesso si segnalano persone che respirano in modo inadeguato, non controllano il diaframma o addirittura, per le condizioni suddette, qualcuno è soggetto ad apnee (occasionali, notturne o ripetute) che possono produrre effetti anche gravi per il deficit di ossigeno ai muscoli, alle articolazioni, alle coronarie e specialmente  al cervello.

Queste, secondo alcuni psichiatri della rivista.”.Mente e cervello”, possono portare al suicidio od alla depressione.

Bisogna distinguere la respirazione a riposo cosciente, sonno, lettura, colloquio tranquillo od attività leggera che può produrre una circolazione di: 0,5-0,8 litri, gestita normalmente spontaneamente dal diaframma ed invece la respirazione durante l’attività fisica impegnativa e sessuale (od anche cantare ed urlare).. per una persona normale il volume di questa ultima, è di circa 3-3,5 litri gestita dal movimento delle costole  involontaria, ma gestibile anche volontariamente e congiunta eventualmente alla contrazione del diaframma.

Un terzo volume d’aria, cosiddetto di riserva, di circa 0,5 litri è abbastanza immobile,  quasi non soggetta normalmente a circolazione e che viene attivata da uno sbadiglio, sternuto e tosse oppure da pratica specifica proposta da Henry Heimlich all’Università di Cornell (New York, nel 1941) o detta di  MdD costituita da una compressione rapida dell’addome per far espellere corpi estranei

http://it.wikipedia.org/wiki/Sbadiglio   Le esatte cause che provocano uno sbadiglio non sono state completamente chiarite. Alcuni studiosi sostengono che sbadigliare non può essere causato da una mancanza di ossigeno, come ipotizzato da altri, semplicemente perché l’atto dello sbadiglio in sé riduce sensibilmente la quantità di ossigeno immessa nei polmoni tramite il normale processo respiratorio.

Lo sbadiglio negli umani è contagioso; questo significa che, in generale, è più probabile che una persona sbadigli dopo aver percepito (con la vista, l’udito, o entrambi i sensi) lo sbadiglio emesso da un’altra persona. La frequenza di contagio varia durante il giorno, con un picco a mattina presto e in tarda serata. Un recente studio condotto da Ivan Norscia ed Elisabetta Palagi (Università di Pisa) ha fornito la prima evidenza comportamentale che il contagio dello sbadiglio è associato al legame empatico tra le persone.. Lo studio ha dimostrato che il contagio segue lo stesso gradiente dell’empatia: è massimo nei parenti stretti (genitori/figli/nipoti, fratelli, coppie stabili), decresce negli amici, poi nei conoscenti (persone legate solo da un terzo elemento esterno, cioè il lavoro o un amico in comune) e raggiunge il minimo negli sconosciuti. Lo studio rivela che anche la risposta allo sbadiglio (misurata in termini di tempo di latenza) è più rapida tra parenti stretti, amanti e amici. Vari studi di tipo clinico, psicologico e neurobiologico suggeriscono e supportano il legame tra contagio dello sbadiglio e empatia. Ad esempio, il contagio inizia a manifestarsi a 4-5 anni di età, quando i bambini sviluppano la capacità di identificare, in modo corretto, le emozioni altrui Inoltre, il contagio è ridotto o assente in soggetti che presentano disturbi legati all’empatia, come gli autistici ed è positivamente legato ai punteggi soggettivi di empatia basati su test di tipo psicologico. Infine, le aree del cervello legate alla sfera emotiva si sovrappongono, in parte, con quelle coinvolte nella risposta allo sbadiglio, con un possibile coinvolgimento dei neuroni specchio

Al di là dell’uomo, il contagio dello sbadiglio, con possibili implicazioni empatiche, è stato finora dimostrato negli scimpanzé e nei babbuini gelada. La presenza di contagio tra uomo e cane domestico, considerato capace di un legame empatico con gli umani, è stata ipotizzata, ma i risultati sono controversi.

Ha un certo fondamento la valutazione che noi emettiamo oltre che anidride carbonica anche gas nocivi come scarto delle nostre funzioni cellulari e che quando l’ambiente chiuso, in cui sostiamo, è frequentato da molte persone l’aria ambiente arriva ad un valore limite di malessere che scatena una reazione spontanea e molto utile di sbadiglio per produrre un ricambio d’aria nelle zone apicali, alte e basse, dei polmoni ed a volte di perdita di coscienza..

Nei vari testi di Yoga, si propongono molti tipi di respirazione (qualcuno dice 20.000 e più e ne inventa di nuove, ma quelle che servono veramente sono si e no una decina perché lo scopo è aumentare il controllo dei muscoli e sistema nervoso e mentale relativi) e molti allievi si pongono la domanda: ma allora come bisogna respirare. Se noi stiamo bene, non dobbiamo preoccuparci , perché il nostro corpo sa come fare, ma se non stiamo bene, immediatamente il corpo generalmente ce lo segnala, con qualche sofferenza fisica o di altro tipo, posturale o respiratoria. In testa all’articolo è stato detto come è la respirazione naturale e ricordarlo bene serve a domandarsi se veramente stiamo bene, ma per fare questo bisogna imparare a percepire  dentro di se le più sottili emozioni senza idee preconcette come: “io non ce la faccio” io vado bene così” “gli altri dicono che…” si deve fare così“  “devo farcela lo stesso” ecc.

OSSERVARE  sperimentare e guardare gli altri.

Alcune pratiche proposte:

1-Sdraiarsi con un cuscino sotto le ginocchia e non sotto la testa, palme delle mani in alto, un profondo respiro contraendo tutta la muscolatura e poi espirare. Dopo qualche secondo ascoltare la respirazione che si sta rallentando e verificare, con una mano sulla pancia e una sul petto che la respirazione e solo di pancia ovvero diaframmatica. Ripetere l’autoascolto in posizione seduta comoda, non rigida e con la schiena non appoggia.

Salvo eccezioni, che verranno dette, respirare con la bocca chiusa perché il naso è il nostro scambiatore di calore e di umidità e non deve essere interdetto nella sua funzione.

2 ripetere l’autoascolto con le mani per dieci volte espandendo la pancia la pancia e rilasciando lentamente, senza trattenere sdraiati e poi seduti.

3. ripetere in piedi

4. ripetere tutto espandendo solo il torace senza sollevare troppo le spalle

5. ripetere tutto appoggiati contro una parete spianando bene la schiena e piegando un po’ le ginocchia.

6.Ripetere tutto facendo delle respirazioni lente della durata di 6 secondi con un secondo di intervallo sia in inspirazione che i espirazione. Attenzione che durante i sei secondi l’inspirazione deve essere uniforme e l’aria non deve spostata solo nei primi 2 secondi. Questo può essere agevolmente compreso concentrandoci sulle narici ed ascoltando la temperatura e la piacevolezza del flusso che scorre. Questa pratica può portare a livelli notevoli di benessere.

7 in qualsiasi posizione si può sperimentare la respirazione a dente di sega od a tratti sempre più piccoli, lenta o veloce molto simile a respirazioni a “cagnolino” che può essere con progressiva espansione del torace o con avanti indietro. Questa e tutte le altre respirazioni possono essere intuitive, ma un maestro può migliorare la comprensione, la correttezza e l’efficacia della pratica.

8.respirazione quadrata ovvero in quattro fasi: Si gonfia solo la pancia, poi il torace, poi si espira l’aria toracica e poi quella diaframmatica. Migliora molto la padronanza del respiro.

9.Respirazione forzata amplissima anche con movimento delle braccia in rotazione e flessioni. Va fatta solo da persone in condizioni di ottima salute e stabilità emotiva e di equilibrio posturale. Cicli di 3 sequenze veloci e lente per 2 o tre giorni possono dare una carica emotiva e fisica non facilmente immaginabili. Meglio delle droghe.

10.Apnea. Normalmente una persona a cui manca questa pratica, resiste a trattenere il fiato non più di 10 secondi, ma può giungere dopo qualche esercizio a trattenere il fiato per un minuto. Lo scopo è migliorare  la sicurezza di se e avere maggiore attenzione ad evitare le apnee involontarie che diventano frequenti e pericolose in età avanzata o in caso di malattia e depressione.

Molti altri tipi di respirazioni dette antiflogistiche, come posizione del leone, alternate, con percussioni sul costato o lente soffiate sono esposte nel sito: http://yogaapaia.it/?p=1106

Propongo caldamente di loggarsi sul sito e fare osservazioni per entrare in contatto spesso e fare domande ed osservazioni anche su altre parti del sito.

Ricorda: soffia sul fuoco interiore

Italo Magos 2013-09-23 Calusco

ASANA

1 ROGRAMMA 16 settimane fine 2013

Settimana 03 dal 16 al 19  settembre 2013

ASANA    POSIZIONI A lato le posizioni del saluto al sole con le quali inizio ogni lezione di Yoga.METADATA-/scanq/scantofile0109.tif

Non è una ginnastica costituita  da sforzi,  sudore e dinamica, ma da movimenti lenti e di equilibrio per arrivare a posizioni fino a raggiungere i  propri limiti naturali, per sentire bene le ossa, le articolazioni, i legamenti ed il sistema nervoso preposto alla sensibilità esterna e interna, al moto anche molto piccolo, minuto, lento ed involontario.

A DOMANDA IL CORPO RISPONDE ED AIUTA A RISOLVERE MOLTI PROBLEMI fisici e mentali

 Hatha Yoga, (1) la forma più classica delle pratiche yogiche conosciute in occidente. Basata sulla pratica di posture (le Asana (2)) e di esercizi di respirazione (Pranayama), permette di prendere coscienza del proprio corpo e delle emozioni in una nuova consapevolezza libera dai condizionamenti della vita quotidiana. L’asana in questo modo diventa uno strumento con duplice funzione, esercizio fisico per migliorare elasticità e benessere del corpo ed esercizio mentale perché pone nella condizione di osservare se stessi e di capire come relazionarsi di fronte alle difficoltà per superarle. La seduta yoga è quindi un momento aperto a tutti senza limiti di età e di condizione fisica, e anche se come in tutte le discipline esiste un percorso sul quale muoversi e progredire.

Basta andare su qualsiasi sito internet relativo allo Yoga per trovare immagini di posture molto varie con didascalie più o meno corrette dal punto fisiologico ed a volte di fantasia-

La modalità, con la quale propongo le posizioni, in sala sono molto semplici , non cortonsionistiche, esibizionistiche o faticose, perché non mi interessa ne il culturismo ne le terapie dimagranti per le quali vale soltanto l’attenzione alla propria sensibilità e quindi ancora l’insieme dello Yoga. Quindi per ogni posizione richiamo l’attenzione su qualche parte del  corpo in modo di sentire alla fine anche il sistema nervoso, che è preposto alle funzioni, personali ed anche alla percezione dei 5 sensi  esterocettivi e i sensi  propriocettivi (3) ed rapporti con il nostro prossimo.

Le lezioni in sala incominciano sempre con una o più sequenze del saluto al sole (Srya namascara) a 12 o 24 posizioni. le posizioni eccedenti le 12 sono alcune  tradizionali ed una di mia invenzione, perfezionata durante il lavoro con gli anziani, adatta a sbloccare le peggiori situazioni della  schiena. (vedere quì sotto)24x2 ridotto.

 

 (1) Hatha  deriva da ha=sole=hara= centro solare, un grosso ganglio nervoso che è posto tra ombelico e spina dorsale e presiede alle funzioni vitali del feto e poi intestinali, mentre tha significa luna. Quindi Hatha vuole esercitarci nelle posizioni contrapposte che può assumere il corpo compatibilmente con le possibilità personali per trovare la via di mezzo ideale e fisicamente più equilibrata.

(2)-Asana: vuol dire bastone e si riferisce alla spina dorsale perché questa viene variamente stimolata in modo antero-posteriore o laterale.

(3)sensi propriocettivi,  sensibilità propriocettiva, recepisce i segnali posizionali provenienti dall’interno del corpo, esclusi i visceri, in particolare dal sistema muscolo-scheletrico;

     sensibilità viscerale, riceve gli stimoli dagli  organi interni;

sensibilità profonda, raccoglie segnali profondi, provenienti ad esempio da aponeurosi, muscoli e ossa, che veicolano stimoli vibratori, pressori profondi e dolorifici profondi.

Si prega di logarsi e fare delle osservazioni,  anche critiche, proposte di modifiche e correzione di errori GRAZIE       OM

ultima modifica 20131010 ore 17